Transizione digitale, innovazione tecnologica e sostenibilità richiedono oggi competenze sempre più specialistiche all’interno delle imprese.
Per molte PMI, investire nella formazione del personale non significa soltanto aggiornare le competenze interne, ma aumentare capacità competitiva, efficienza organizzativa e adattamento ai nuovi mercati.
È proprio con questo obiettivo che nasce l’incentivo “Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI”, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La misura è finanziata dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.
La dotazione complessiva disponibile è pari a 50 milioni di euro destinati alla formazione specialistica del personale dipendente delle imprese del Mezzogiorno.
Chi può partecipare
L’incentivo è rivolto alle micro, piccole e medie imprese con almeno una sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno.
Le regioni interessate sono:
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Molise
- Puglia
- Sardegna
- Sicilia.
L’obiettivo della misura è sostenere le imprese che intendono rafforzare le competenze interne per affrontare le sfide della transizione digitale, green e tecnologica.
Gli interventi finanziabili
Il bando finanzia servizi specialistici di formazione rivolti al personale dipendente delle PMI.
Le attività formative devono essere finalizzate allo sviluppo o consolidamento di competenze strategiche legate all’innovazione e alla trasformazione dei processi aziendali.
Tra gli ambiti maggiormente incentivati rientrano:
- intelligenza artificiale
- cybersecurity
- robotica e automazione
- tecnologie digitali avanzate
- energie rinnovabili e transizione green
- economia circolare
- innovazione tecnologica e organizzativa.
La misura punta quindi a favorire non soltanto l’aggiornamento professionale dei dipendenti, ma una trasformazione più ampia delle competenze aziendali necessarie per affrontare mercati sempre più tecnologici e competitivi.
Contributi a fondo perduto fino al 70%
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto sulle spese ammissibili per i percorsi formativi.
Il contributo può arrivare fino al:
- 70% delle spese ammissibili
- con maggiorazioni per progetti integrati sovraregionali.
I programmi formativi devono prevedere investimenti compresi tra 10.000 euro e 60.000 euro per singola impresa.
La parte restante dell’investimento può essere coperta anche valorizzando il costo interno del personale coinvolto nelle attività formative.
Valutazione orientata all’innovazione
Uno degli aspetti più interessanti della misura è l’attenzione alla qualità e all’impatto strategico dei percorsi formativi.
Vengono infatti premiati i progetti capaci di:
- rafforzare competenze specialistiche avanzate
- sostenere innovazione e digitalizzazione
- favorire la transizione ecologica
- migliorare competitività e capacità tecnologica delle imprese.
La misura si inserisce infatti in una strategia più ampia volta a creare una forza lavoro maggiormente qualificata e pronta ad affrontare i cambiamenti della transizione verde e digitale.
L’ultima finestra per la presentazione delle domande è stata aperta dal 21 aprile 2026 al 23 giugno 2026.
Una misura che investe sul capitale umano
Sempre più spesso la competitività delle imprese passa dalla capacità di sviluppare competenze interne avanzate e aggiornate.
Per questo motivo, misure come “Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI” rappresentano un’opportunità importante soprattutto per le aziende che vogliono affrontare la trasformazione digitale e green con personale qualificato e competenze strategiche.
In questo contesto, una corretta progettazione del percorso formativo può fare la differenza sia nell’accesso alle agevolazioni sia nella reale crescita competitiva dell’impresa nel medio periodo.






