Nuove risorse per le imprese della moda che stanno programmando investimenti importanti in produzione, innovazione e crescita.
Con il Bando filiera moda 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere i programmi di sviluppo delle micro, piccole e medie imprese del settore.
La misura riguarda investimenti strutturati, con programmi generalmente compresi tra 1 e 20 milioni di euro, da realizzare presso unità produttive situate in Italia.
Chi può partecipare
Il bando è rivolto alle PMI della filiera della moda.
Sono ammesse integralmente le attività ATECO relative a:
- fabbricazione di tessili;
- abbigliamento;
- pelli, cuoio e articoli in pelle.
Possono rientrare anche specifiche attività collegate alla filiera, come gioielleria, bigiotteria, occhialeria, cosmetica, lavorazioni per accessori moda e progettazione. In questi casi è necessario verificare con attenzione il codice ATECO previsto dal decreto.
La domanda può essere presentata da una singola PMI oppure attraverso un progetto congiunto composto da 3 a 6 imprese.
Quali investimenti finanzia
Il Bando filiera moda 2026 sostiene programmi finalizzati a:
- creare una nuova unità produttiva;
- ampliare la capacità di uno stabilimento esistente;
- introdurre nuovi prodotti;
- modificare in modo significativo il processo produttivo;
- acquisire gli attivi di uno stabilimento esistente.
Tra le principali spese ammissibili rientrano macchinari, impianti e attrezzature nuovi, opere murarie, immobili e terreni nei limiti previsti, immobilizzazioni immateriali e consulenze collegate al progetto. Sono ammessi anche impianti per la produzione di energia rinnovabile destinata all’unità produttiva.
Il programma può inoltre comprendere interventi di innovazione, formazione e, per gli investimenti produttivi superiori a 5 milioni di euro, attività di ricerca e sviluppo.
Come funziona l’agevolazione
L’incentivo può combinare:
- contributo a fondo perduto;
- finanziamento agevolato facoltativo, pari al 20% degli investimenti ammissibili.
La copertura complessiva delle due agevolazioni non può superare il 75% dell’investimento ammissibile.
Attenzione: questo non significa che il contributo a fondo perduto sia automaticamente pari al 75%. La percentuale effettiva dipenderà dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione, dal progetto e dal regime di aiuto applicabile.
Quando aprirà il bando
Il Decreto Ministeriale del 6 agosto 2026 ha definito le caratteristiche generali, ma sarà necessario attendere un successivo provvedimento del MIMIT per conoscere date di apertura, modalità di presentazione, modulistica e criteri definitivi di valutazione.
La procedura sarà a graduatoria, quindi non conterà soltanto la velocità di presentazione. Saranno valutati anche la solidità finanziaria dell’impresa, il progetto, la supply chain e alcune premialità.
Bandi Easy può supportare le imprese nella verifica preventiva dell’ATECO, dell’investimento e dei requisiti, così da arrivare preparate all’apertura dello sportello.






