Dopo la chiusura dello storico incentivo Resto al Sud, il Decreto Coesione introduce Resto al Sud 2.0, la nuova misura che punta a sostenere giovani imprenditori e professionisti nel Mezzogiorno.
La nuova versione cambia in modo significativo l’impostazione del vecchio bando: meno finanziamenti bancari, più fondo perduto e maggiore attenzione a innovazione, sostenibilità e digitalizzazione dei progetti.
L’obiettivo resta quello di favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Sud Italia, ma con una struttura più orientata all’autoimpiego giovanile e ai progetti innovativi.
Il vero cambiamento: più contributi a fondo perduto
La differenza principale rispetto al precedente Resto al Sud riguarda proprio la struttura delle agevolazioni.
La vecchia misura prevedeva infatti:
- 50% fondo perduto
- 50% finanziamento bancario agevolato.
Con Resto al Sud 2.0, invece, il contributo può diventare interamente a fondo perduto, eliminando la componente di prestito bancario.
Questo rende la misura particolarmente interessante per giovani che vogliono avviare un’attività senza esporsi subito con finanziamenti da restituire.
A chi si rivolge il bando
La misura è destinata a:
- giovani tra 18 e 35 anni non compiuti
- residenti nel Mezzogiorno o disponibili a trasferire la residenza
- persone disoccupate, inattive o in particolari condizioni occupazionali previste dalla normativa.
Le regioni coinvolte sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Quanto finanzia Resto al Sud 2.0
Le agevolazioni previste dalla misura possono arrivare fino a:
- voucher di avvio da €40.000 a €50.000
- contributi a fondo perduto fino a €200.000 per investimenti più strutturati.
La copertura prevista è:
- fino al 75% delle spese per investimenti fino a €120.000
- fino al 70% per la quota eccedente.
Sono inoltre previste maggiorazioni per progetti con forte componente innovativa, digitale e sostenibile.
Non basta aprire una partita IVA
Questo è probabilmente il punto più importante da capire.
Resto al Sud 2.0 non punta semplicemente ad aumentare il numero di nuove attività, ma cerca di sostenere progetti con una reale sostenibilità economica e una logica imprenditoriale strutturata.
Ed è proprio qui che molte iniziative rischiano di fermarsi, soprattutto quando il progetto viene costruito senza una pianificazione adeguata.
Per misure di questo tipo, una corretta impostazione iniziale può fare molta differenza sia nella fase di valutazione sia nella gestione futura dell’attività.
Una misura destinata a diventare centrale nei prossimi anni
Resto al Sud 2.0 rappresenta oggi una delle misure più importanti dedicate all’autoimprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno.
La misura risulta attualmente aperta, con procedura a sportello gestita da Invitalia e risorse assegnate fino a esaurimento fondi.






